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Friuli · Veneto
Alessandro Gallici, enologo.
Gli amici lo chiamano Galli. I vini che portano il suo nome nascono nel Nord-Est: pochi filari di famiglia, poi il mestiere, poi un bianco chiamato Visionario.
L’enologo
Dal vino della tavola al mestiere
Non viene da una dinastia di cantinieri. In Friuli la famiglia aveva un po’ di terra e qualche filare, vino semplice per la tavola di casa. Quel vino, fatto presto, gli è rimasto addosso.
Nel 2002 è enologo di una grande cantina del Friuli, a nord-est di Venezia. Con lui c’è Franco Canciani, allora all’export. Quando quella casa chiude, i due ripartono da soli: le persone del vino, niente altro.
Il mestiere lo ha fatto anche nelle grandi case e in una multinazionale del settore. Oggi il suo nome sta su bianchi e bollicine del Friuli e delle Venezie.
Vetrina
I vini
Tre finestre. Nessun prezzo: è un racconto, non un banco.
Visionario
Il primo vino del percorso in proprio. Il nome non è suo: lo scelse Franco. In paese «visionario» si dice, con un sorriso, di chi vede cose che gli altri non vedono.
Uvaggio di più uve, a maggioranza Friulano. Il Sauvignon porta il frutto verde, lo Chardonnay gli agrumi maturi, il Gewürztraminer di vendemmia tardiva un profumo leggero.
Pinot Grigio
Nasce dai luoghi che conosce da quando camminava le colline: Colli Orientali e Grave. I coltivatori di quei filari sono ancora i suoi.
Bianco dal frutto di pera e da una vena minerale. Si beve fresco, da solo o su un piatto di pasta.
Prosecco
Glera scelta sulle colline intorno a Venezia e nell’Udinese, dove quel vitigno è di casa da secoli. In cantina la presa di spuma è in autoclave, metodo Charmat.
Fiori bianchi, pesca, mela. Una bollicina da aperitivo, quella che in Italia si apre senza aspettare la festa.
Il racconto
Venezia senza meta, il pesce di Marano
A Venezia gli piace camminare senza una meta e perdersi: è il modo per trovare un bacaro. Quando dicono da dove viene, e che fa vino, la chiacchiera si allunga. I friulani, a quel tavolo, piacciono.
Il pranzo che ha in mente è semplice: pesce alla griglia a Marano Lagunare, in cima all’Adriatico, e un bicchiere di Visionario.
Nel suo paese tiene lezioni sul vino per chi ha tempo di ascoltare. Il tema è sempre lo stesso: conta la qualità , non la quantità .
Il racconto è rielaborato dalle schede pubbliche di Laithwaites e di Lionstone, e da ciò che Gallici dice del proprio mestiere. Non è un listino.


